Feb 28, 2013 - A modo mio    No Comments

Run faster, feel stronger.

Io credo che la corsa sia una cosa sottovalutata. Conosco persone che dicono “Io non vado a correre, non ce la faccio” ma sul serio crediamo di non essere in grado di farcela? Ma qual’è il vero motivo che ci spinge a pensare che noi non siamo in grado di affrontare le sfide, o di metterci in gioco? Perché ci sottovalutiamo, e così sottovalutiamo anche le cose che siamo in grado di fare, e le cose che meritano di ricevere importanza. La corsa è una di queste cose. Correre fa bene, ti permette di entrare a contatto con la natura, e di respirare aria pulita se hai la fortuna di correre in posti poco trafficati. Ti apre i polmoni, e ti senti felice e forte. Quando corri ti rendi conto di essere in grado di affrontare il mondo con una forza che non credevi di avere, è come rinascere. Correre non è solo uno sport, ma è una vera occasione per riprendere in mano la propria vita e lasciarsi indietro i vecchi pensieri. Cosa c’è di più bello che uscire di casa, sentire il sole che ti sfiora la faccia, e la dolce brezza primaverile alleggerirti dal calore emanato dal tuo corpo? Oggi era una di quelle giornate calde, dove il nuovo sole di Marzo nasce e ti stupisce, ricordandoti che è sempre stato li, pronto ad accoglierti dopo un Inverno freddo. Quindi ho deciso di uscire, e con la musica alle orecchie, e un sorriso sul volto ho cominciato a correre. Sentivo la strada scorrermi sotto i piedi, vedevo il sole passare tra i rami degli alberi che mi lasciavo alle spalle, e respiravo con calma ossigeno nuovo, pulito, come se dovessi trarre nuova vita da questa nuova giornata. Mi sentivo bene. Mi sentivo rinascere, come un fiore in primavera: stavo sbocciando. Al mio fianco c’erano le mie amiche, che correvano al mio fianco, cosa che fanno da una vita. Mi corrono a fianco, e se io provo a rallentare, loro fanno altrettanto, senza lasciarmi indietro. Stanno correndo con me da una vita, e io oggi me ne sono resa conto. Questa sensazione di sicurezza che mi ha dato mi ha riempito il cuore di calore quanto il sole sulla mia pelle. Quindi la corsa è una cosa sottovalutata. Non ti rendi del suo potenziale finché non gli dai l’occasione di mostrartelo. Quindi non credo che le persone non siano in grado di correre, tutti siamo capaci di correre, in quanto siamo capaci di camminare. Ci nascondiamo dietro noi stessi, inventandoci la scusa che non siamo all’altezza quando in realtà siamo sempre all’altezza delle cose: dei nostri sogni, dei nostri obiettivi, dei nostri casini, e del mondo. Se ci rifiutiamo di farlo è solo perché non lo vogliamo abbastanza, non lo desideriamo abbastanza e perdiamo l’occasione di sapere quanto in realtà, quella cosa, anche solo una corsa, ci potrebbe far sentire bene. E io questo errore non lo voglio fare.

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Feb 27, 2013 - A modo mio    No Comments

Underwater

Quando studiavo all’Università, ancora qualche mese fa, avevo dei progetti: laurearmi, trovare un lavoro, e magari andare a convivere. Mi ero detta: “sono pronta, a condurre la mia vita straordinariamente poco ordinaria”, e ci credevo con tutta me stessa. Cosa è successo da quell’istante? Cosa mi ha portato a questa situazione? Mi sono laureata, ho dato un motivo ai miei genitori di essere fieri di me, e ora mi ritrovo a casa, senza un lavoro, e con una laurea che forse mi rendo conto che non è quello che avrei voluto davvero fare. Forse il fatto che non trovo un lavoro è destino, come se fossi destinata a fare qualcosa di diverso, come se dovessi scegliere una strada diversa.

Senza una idea chiara di ciò che voglio, mi sento annaspare in mezzo al mare senza avere a portata di mano alcuna boa a cui aggrapparmi. Sono uscita strisciando da una storia lunga tre anni e mezzo, cercando di rimanere a testa alta per affrontare il mondo di petto, senza cedere, e ora mi rendo conto che sto elaborando la cosa. Non voglio tornare indietro, e ne mi pento delle scelte che ho fatto, ma sto forse elaborando cosa vuol dire stare da soli e avere pazienza? Sono senza lavoro, senza una relazione, senza nulla che mi possa tenere occupata. Mi sono ripromessa di impiegare il mio tempo, di tenere la mente occupata, di muovermi, di correre, di cercare di andare avanti, eppure c’è qualcosa, in agguato nell’aria, pronto a prendermi e buttarmi giù, sott’acqua.

Ieri sono andata in piscina, per il semplice fatto di sentire l’acqua sulla pelle. Sentirmi scorrere via i pensieri ad ogni bracciata, e respirare con polmoni pieni, come se dovessi riemergere dopo un po’ di apnea. E poi è successo qualcosa. Alla fine di tutte le vasche, mi sono tolta gli occhialetti, e mi sono immersa, mi sono lasciata andare, fino in fondo. Era come se il mondo attorno a me non ci fosse, come se si fosse fermato con me. Ho aperto gli occhi e ho alzato la testa per vedere la superficie sopra la mia testa, che non potevo raggiungere. E per qualche motivo, per qualche secondo, sono stata ferma, li, senza muovermi, sott’acqua. Sentivo il respiro venire meno, e ho tenuto duro, perché non volevo risalire. Mi sentivo come se tutto si facesse più lontano, più ovattato. Poi ho buttato fuori la poca aria rimasta, e mi sono lasciata andare. Sono tornata in superficie. Forse ne sentivo semplicemente il bisogno, di fermare il mondo attorno a me, e isolarmi per sentirmi meno fuori luogo. E l’ho rifatto, ancora, questa sera. Mi sono fatta un bagno caldo, ho acceso la musica, e mi sono lasciata andare. Arriva un momento, di sera, in cui perdo il controllo e mi sento più vulnerabile, dove i pensieri e i ricordi riaffiorano con più facilità, incapaci di rimanere al loro posto. Stasera, ho chiuso gli occhi e sono scivolata sotto l’acqua che ricopriva gran parte della superficie della mia vasca. Non respiravo, sentivo la musica lontana resa ovattata dall’acqua nelle orecchie. Era come sprofondare in una casa d’acqua e sentirsi nel posto migliore di tutto il giorno.

Poi sono tornata in superficie. Torno sempre in superficie.

 

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Feb 23, 2013 - A modo mio    No Comments

In bilico tra tutti i miei vorrei.

Ci risiamo. A distruggere tutte le mie aspettative, il tempo, imperturbabile, mi trascina via dai miei obiettivi. Mi ero ripromessa che avrei scritto, che avrei riempito il mio tempo e la mia vita con tante parole. Eppure quanto tempo è passato? È quasi Marzo, e a malapena sono riuscita a scrivere tre righe. Per quanto me ne vergogno, sento che tutto ciò fa parte di me. Mi imbatto continuamente in continui buoni propositi, come se avessi bisogno di tenere la mente occupata e trovare i miei hobby. Allora mi dico: “Voglio disegnare. Voglio dipingere. Devo continuare a scrivere il libro! Però, potrei uscire e fotografare il mondo. Oggi faccio dei bracciali con il fimo. Oggi vado a correre perché mi sento forte” Va a finire che non faccio nessuna di tutte queste cose e perdo tempo a fissare uno schermo bianco che aspetta di ricevere solo qualche attenzione. Dov’è la fregatura? Mi sono sempre detta, muoviti, vivi, fai, crea. La vita bisogna respirarla, a pieni polmoni, perché non avrò vent’anni per sempre. Eppure anche se inizio a fare qualcosa, la lascio sempre a metà come se temessi di arrivare fino in fondo, per timore di scoprire cosa c’è, al di là di questa nuova strada. E funziona così anche con le persone. Quante volte mi è capitato di iniziare a conoscere qualcuno, di buttarmi a capofitto nella vita di un uomo, di condividere il nostro tempo insieme, di intrecciare le nostre vite, anche solo per qualche ora, intensamente per poi rimanere bloccata. Come se mi trovassi di fronte ad un bivio che non voglio percorrere, insicura di prendere la strada giusta o sbagliata, come se la sensazione di sicurezza del rimanere fermi li, in bilico,senza esitare, senza provare a fare un passo decisivo, fosse in qualche modo più rassicurante, più saggia. È questo desiderio intimo di salvaguardarmi che mi frega, nelle cose e con le persone. Solo che una volta capito, dovrei trovare il coraggio di aggirare il problema, o di prendere in mano la mia vita e dirmi: “Se non rischio dove sta il divertimento?”. Un mio amico un giorno mi ha scritto:

” Bisogna sempre correre, sempre rischiare, mai fermarsi. Non ti fermare. Cerca qualcosa da fare. Una passione, un viaggio, un obbligo! Ma non ti fermare”.

E così ho fatto. Ho preso in mano la mia vita, ho chiuso una storia di tre anni e mezzo con una maturità e sicurezza che ora rimpiango, mi sono laureata rendendo orgogliosi i miei genitori del mio successo, e mi sono ripromessa che non butterò via il mio tempo. Eppure sono qui, di fronte ad uno schermo, a chiedermi ancora quale sia la mia strada. È iniziato un nuovo anno, pieno di aspettative e di promesse fatte a me stessa, che ho tutta l’intenzione di mantenere e  anche se per ora  non sta andando molto bene, posso dire che ce la sto mettendo tutta.

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Nov 22, 2012 - A modo mio    No Comments

Ritorno alle origini.

                                                                                           tumblr_mhip97RAys1rfnis6o1_500

Un giorno mi sono detta: “Chissà se tornerò mai a scrivere un blog”. Ed eccomi qui, a una settimana dalla mia laurea, che scrivo in piena notte, carica ancora di adrenalina. Questa è una di quelle notti in cui non riesco a dormire, in cui mi assale una gran voglia di scrivere. Scrivere di cosa, vi chiederete voi. Scrivere e basta. Perché scrivere fa bene, al corpo alla mente. Riesce a tranquillizzare gli animi, ad estraniare dal mondo. Scrivere anche solo poche parole, buttarle su carta o sul computer, è un atto che riempie di piacere. Mi fa stare bene. Penso che sia per questo che sento questo bisogno di riprendere a scrivere, dopo tutti questi anni. Mi mancava qualcosa, come se non fossi del tutto soddisfatta. Quindi eccomi qui, a cercare di andare lontano dal mondo per qualche ora e rimanere sola con me stessa.

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