F. Belfiore, Killer di Ombre

Oggi vi voglio parlare di un thriller psicologico scritto da Francesco Belfiore, scrittore esordiente di Avellino. Legato alla scrittura fin da quando era adolescente, ha esordito con Killer di Ombre, pubblicato da cicorivolta edizioni. La storia gira attorno alla vita di Costantino Oliviero, un pugile a fine carriera dedito all’abuso di alcolici. Oppresso dall’insonnia, in crisi con la moglie Diana, una sera esce di casa per andare a correre così come faceva ai tempi in cui si allenava, con la speranza che la stanchezza fisica possa aiutarlo a riposare. Tuttavia, un improvviso temporale lo coglierà in piena campagna, costringendolo a trovare riparo in una casa nascosta tra le colline irpine: la Maison Noire dove verrà coinvolto in una serie di macabri eventi. Si tratta di un thriller dal ritmo dinamico ed agghiacciante, che non risparmia colpi di scena e scene cruente. L’autore ha una scrittura scorrevole ma precisa, e riesce a trasmettere le sensazioni del protagonista, che diventano il reale nucleo della storia; infatti, il lettore rimane inchiodato alla paura di Costantino, immerso nell’angoscia infernale legata alla prigionia del suo aguzzino. Si tratta di una storia relativamente breve, che riesce tuttavia a muoversi e svilupparsi correttamente nelle sue cento pagine, con un giusto ritmo narrativo che conduce il lettore nella stessa trappola, costringendolo a procedere nella lettura per sapere fino a che livello può spingersi la mente umana. La scrittura, come detto precedentemente, è scorrevole, in alcuni tratti un po’ troppo scarna, ma nel complesso adeguata alla narrazione della trama, e priva di errori grammaticali o sintattici – cosa non così scontata tra gli scrittori esordienti. Immerso in una ambientazione dark tipica di una narratologia horror, la stessa abitazione in cui si svolgono i fatti rappresenta un punto chiave del romanzo, che assume quindi una certa valenza emotiva nel romanzo.
Si percepisce, durante la lettura, che l’autore ha studiato il proprio personaggio, cercando di descriverlo a tutto tondo, entrando nella sua mente, e vestendo le sue sembianze lungo tutta la stesura del romanzo; meno incisiva è stata invece – e purtroppo – la figura di Tommaso, l’antagonista, che rientra nei canoni stereotipati del cattivo cinico, malato, ma prevedibile, il quale non lascia troppo il segno una volta terminato il romanzo.
Essendo io una pappamolle che si agita ed impressiona facilmente e che piange guardando dragon trainer, il concatenarsi di situazioni pesanti, angosciose, psicologicamente pressanti, mi ha fatto incazzare e sperare in un epica vendetta nel finale del libro; cosa che tuttavia non ha saputo soddisfarmi completamente. Sarebbe stato bello, e forse più completo, se fosse stato dato più spazio alla parte finale e conclusiva della storia, che invece si è conclusa frettolosamente facendo perdere quella sensazione di “liberazione e sollievo” al lettore.
Nonostante ciò, Killer di Ombre, rimane un libro completo, adatto agli amanti del genere,  e si presta come lettura d’evasione per distrarsi un po’ dalla nostra quotidiana e spesso noiosa routine per immergersi in una atmosfera un filo più movimentata e fuori dal comune – si spera.

Francesco Benedetto Belfiore è nato ad Avellino nel 1990.
Studia Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Ha studiato recitazione, scrive di teatro e narrativa. Ha pubblicato in un’antologia di teatro italiano e in raccolte di racconti. Oltre a premi sul territorio nazionale, ha ricevuto riconoscimento speciale al “Premio Prata”, premio letterario internazionale.

Killer di ombre
Francesco Belfiore
Cicorivolta Edizioni
103 pagine
12 euro

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