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Mar 20, 2017 - Graphic novels    No Comments

Riff Reb’s: Uomini in mare

“Vi sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare”

Siamo pronti per salpare ancora una volta in compagnia di Riff Reb’s, dopo Il Lupo dei Mari e A bordo della stella del mattino di cui troverete la recensione qui.
Terzo e ultimo volume che conclude questa trilogia marinaresca pregna di metafore sulla vita e sulla morte, è edito in Italia da Kleiner Flug. A differenza degli altri volumi, Uomini in Mare si presenta come una antologia di racconti illustrati uniti da un comune argomento marinaresco e da una presenza costante di un tema ricorrente: quello della morte.

Cupo, insidioso, ma anche imprevedibile e nostalgico, il mare di Riff Reb’s diventa metafora della vita dei protagonisti. Si percepisce il lavoro attento che c’è stato dietro alla scelta degli autori dei romanzi illustrati: si incontrano nomi come William Hope Hodgson, Robert Louis Stevenson, Edgar Allan Poe e Joseph Conrad. Ad alternare le storie sono stati inseriti ben otto estratti letterari accompagnati da una illustrazione a doppia pagina. Un volume che vuole distaccarsi dai suoi predecessori, ma al tempo stesso mantenere lo stesso stile grafico che contraddistingue l’autore. Completa la struttura narrativa dell’opera anche la discussione con l’autore, in una curiosa intervista che si legge a fine del volume.

Dal punto di vista grafico, infatti, non si può dire niente. Riff Reb’s si conferma ancora una volta una delle matite più talentuose del panorama europeo: evocativo, preciso, ma anche dinamico e accattivante, non stanca il lettore anzi, coinvolge e attira. A dare un senso di completezza all’opera, sono ancora una volta i colori.
Fanno così da assonanza con i precedenti volumi, danno spessore alle vignette: abbracciano il nero, sfociando in sfumature calde come il giallo e il rosso; ma precipitano anche tra i colori freddi come il blu e il verde, i quali riempiono le vignette di significato, là dove le parole non possono arrivare.



Si tratta di un volume che dimostra come il fumetto non sia solo un semplice prodotto di intrattenimento, ma un linguaggio capace di affrontare argomenti più profondi e introspettivi, perché in fondo il mare illustrato nelle sue tavole è quello che l’uomo ha dentro di sé, quell’irrequietezza che ognuno si porta nell’anima: l’hanno descritta i grandi autori della letteratura, ed è stata riprodotta da Reb’s in maniera ineguagliabile.
Questa volta, i pensieri umani, le responsabilità, i desideri e le scommesse con la propria vita sfociano dentro ad un mare cupo, dove il dramma si lega al destino in uno sciabordio di onde continuo e quasi assordante.

Uomini in mare
Riff Reb’s
Kleiner Flug
115 pagine
15 euro

Voto Finale: ★★★★★ 

 

Nov 8, 2015 - Graphic novels    No Comments

T. Moore, Strangers in paradise

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“La mia vita sono pagine stropicciate e mezze finite al sorgere del sole… se c’è una cosa che ho imparato è che non si può tornare a casa ogni volta che si vuole, che non si può sempre trovare nel prossimo un sorriso e che, senza amore, siamo solo stranieri in paradiso.”

Fare una recensione di un volume, che sia libro o graphic novel, è già complicato di suo. Tuttavia oggi voglio fare qualcosa di più complicato, cioè parlarvi di una serie di ben sei volumi. In realtà “Strangers in Paradise” di Terry Moore è composta da ben 106 albi, che sono stati raccolti in una edizione nuova in sei volumi editi dalla Bao Publishing. Quindi sono una sorta di sei mallopponi che non farete comunque fatica a finire.
La storia narra le vicende della protagonista Katina Choovanski (Katchoo), giovane artista non più adolescente, dell’amica del cuore Francine Peters, suo amore proibito e di David Qin, il comune amico che si pone al centro della triangolazione analizzata in ogni sfumatura della complicata relazione che s’instaura tra di loro. Ciò che colpisce e che viene subito all’occhio è la profondità e la struttura complessa dei protagonisti, che appaiono degne persone reali e si mostrano ai nostri occhi con le loro debolezza, le loro forze e la complessità degli animi. Pare – stando a Wikipedia, di cui riporto qui una citazione – che sia un’opera principalmente letto da donne: “A partire dalla seconda serie, Moore introduce degli elementi thriller legati al difficile passato di Katchoo, e che diventano il secondo asse portante della storia. La serie è nota soprattutto per essere seguita da un pubblico che normalmente non legge i fumetti, ed in particolare dalle donne. Si calcola che circa un 50% dei suoi lettori lo siano, anche se non ci sono conferme”.
Come anticipato dalla citazione qui sopra riportata, Strangers In Paradise segue un filone sentimentale che potrebbe attrarre così un pubblico femminile, ma si compone anche di una buona dose di azione, scene cruente legate al passato oscuro di Katchoo che man mano viene a galla insieme ai ricordi e ai flashback proposti dall’autore.
Non è mia intenzione fare spoiler, quindi cercherò di essere il più precisa possibile senza scendere troppo nel dettaglio.
Strangers in Paradise si struttura in più piani: a livello narrativo Moore propone una serie di sottotrame che si legano al quotidiano vissuto dai tre protagonisti, senza sbilanciare l’equilibrio perfetto e snaturare il fumetto. Le sottotrame, anzi, vanno ad arricchire i personaggi, costringendoli a mettersi in gioco o in dubbio, distruggendo spesso le proprie convinzioni per ricominciare da zero. Moore riesce ad attenersi alla realtà della quotidianità, proponendo una storia convincente sotto molti punti di vista. A partire dalla complessità dei personaggi, che rispecchiano un po’ i nostri modi di fare, dove non è così difficile riuscire a impersonificarsi e trovare, in uno dei tanti personaggi, un po’ il proprio preferit; fino ad arrivare alla vera e propria struttura narrativa. Moore inizia la story-line di Strangers In Paradise giocando con i ritmi delle sit-com e dei romanzi chick-lit in maniera irresistibile, scrivendo dialoghi spassosi e divertenti che in certi momenti, però, si rivelano profondi e intensi. Scava in maniera magistrale nella psiche di Francine e Katchoo, mettendone a nudo le fragilità, le intime paure, i desideri e i sogni più profondi, partendo da situazioni quotidiane che però si evolvono trasformandosi ora in una commedia demenziale, ora in un thriller. Arricchisce con elementi nuovi, che si presentano al lettore volume dopo volume, tirando pian piano il filo della storia anche grazie ai personaggi secondari come Casey, Freddie, Tambi. In più, stupisce anche a livello strutturale, alternando le tavole inchiostrate – ma prive di colori, ma non per questo meno ricche – a brevi pagine scritte come se fosse un romanzo.
Alla raffinatezza dell’aspetto testuale corrisponde poi l’eleganza dei disegni. Lo stile di Moore è fluido, dinamico, raffinato e la visualizzazione della delicata bellezza delle protagoniste, delle emozioni mutevoli dei personaggi, delle ambientazioni, siano esse un loft disordinato, un attico lussuoso, un museo, una tavola calda o una spiaggia delle Hawaii è impeccabile. Anche l’aspetto grafico è comunque versatile; in effetti, malgrado predomini uno stile realistico, in certe tavole Moore si diverte ad imitare quello dei cartoni animati e dei fumetti con risultati deliziosi.
Moore si mostra capace di rappresentare l’universo femminile insieme a quello maschile nella loro complessità, senza strafare o cadere nei soliti cliché. Riesce a dare spessore a tutti i personaggi, esprimendo fino alla fine le loro sfumature più profonde, apparendo così naturali e privi di forzature.
Tutto ciò fa di Strangers in Paradise una serie capace di divertire e commuovere, diventando così un oggetto prezioso che non dovrebbe mancare in libreria.

Strangers In Paradise
Terry Moore
Bao Publishing
Volumi 1-6

Voto Finale: ★★★★★ 

Nov 3, 2015 - Graphic novels    No Comments

Radice, Turconi; Il Porto Proibito.

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“In questo ci somigliavamo: tesi verso l’infinito, bisognosi d’immenso.
Come stelle… che solo in cielo, e in mare, trovano lo spazio di essere.”

WP_20151103_004Avevo promesso che sarei tornata a scrivere quindi eccomi qui pronta per parlarvi di un volume davvero prezioso. Si chiama “Il Porto Proibito”, graphic novel scritta da Teresa Radice e Stefano Turconi, ed edito da Bao Publishing. Sono entrata in possesso di questo libro al Treviso Comics dove gli autori mi hanno gentilmente firmato la copia, e Turconi mi ha fatto uno sketch adorabile. Inutile dire che l’ho finito in breve tempo, seppur il fumetto sia ricco di dettagli sulla quale vale la pena soffermarsi.
La storia gira attorno alla storia di Abel, un giovane naufrago afflitto da amnesia che viene recuperato dal comandante dell’Explorer. Sarà li, tra vele e armeggi che il giovane ragazzo cercherà di ritrovare chi era, scavando nella propria vita con discrezione ma dolcezza; intrecciando la propria vita e i propri ricordi che riaffioreranno piano piano come la spuma delle onde con quelle degli altri personaggi.
La raffinatezza dei tratti del disegno, rispecchia l’animo dei personaggi che risultano essere completi sotto ogni punto di vista. Rende quasi visibile quel contrasto tra la potenza delle loro vite e dei loro pensieri, e il tratto semplice, appena abbozzato e leggero che ti accompagna per tutto il volume. Non sono presenti chine, ma solo matite e questo non fa altro che rendere più prezioso questo volume.
All’inizio ti scopri insicura, ritrovandoti in un mondo di marinai, mozzi, prostitute e tesori nascosti. Ti senti quasi affine all’insicurezza di Abel, con la quale si affaccia ad un mondo che lo vuole pronto e sicuro, e che lo sorprende ogni volta con la semplicità di un canto di violino.

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La storia è profonda, solida e mostra in tutta la sua composizione la preparazione degli autori, che non si sono distratti e lasciati trasportare dalle loro stesse navi, ma hanno saputo gestire un viaggio importante senza far perdere di ritmo il volume. Si tratta di una storia di crescita, di formazione, di amore, di ricordi malinconici e bugie sottili che prendono corpo all’interno dei personaggi di Abel, Rebecca, il capitano Nathan MacLeod, e le tre sorelle della locanda. Leggendo le pagine del Porto Proibito, si trattiene il fiato e si sorride, di fronte al modo in cui attraverso i personaggi, gli autori sono in grado di mettere in risalto temi importanti come la ricerca di sé, la vita in mare, ma anche la possibilità di avere una seconda opportunità con la quale poter chiudere i conti alla ricerca della serenità che solo il “nostro” Porto Proibito saprà darci.
porto 2Si tratta di un volume ricco di dettagli non solo visivi grazie alle abili doti del disegnatore, ma anche letterari, che vengono in superficie con la stessa leggerezza delle bollicine, dando spessore ulteriore a quello che si conferma essere una graphic nobel preziosa da tenere assolutamente in libreria. Per non parlare della ricostruzione storica che si fonde con la fantasia e ti accompagna a mare aperto insieme a note musicali e citazioni. Quindi fumetto, narrativa e musica si uniscono in un intreccio sinuoso che da vita ad un volume che Bao Publishing ha saputo valorizzare grazie ad un edizione pregiata dalla copertina convincente e accattivante. Un po’ come la storia che troverete dentro al volume, insomma.
A dare conferma di quanto già detto sopra, non è che l’entusiasmo degli autori incontrati giusto due giorni fa a Lucca Comics&Games, che con gli occhi ancora lucidi e la voce incredula mi hanno comunicato di aver vinto il premio come “Miglior graphic novel” ai Gran Guinigi 2015!
Quindi auguro a tutti buon viaggio, e spiegate le vele verso l’orizzonte!

Voto Finale: ★★★★☆ 

Il Porto Proibito
Teresa Radice & Stefano Turconi
Bao Publishing
21 euro

Gen 31, 2015 - Graphic novels    No Comments

Arleston, Barbucci, Ekhö-Mondo Specchio

Oggi vi voglio parlare di un mondo magico, che assomiglia un po’ al vostro mondo, ma che va oltre alle vostre aspettative. Immaginate di prendere un aereo che vi porterà a New York, magari per una vacanza, quando all’improvviso quasi sovrappensiero, un piccolo esserino simile ad uno scoiattolo ben vestito inizia a parlarvi, portandovi i suoi saluti. Penserete di essere pazzi, certo, specialmente quando vi renderete conto di essere gli unici in grado di vederlo. Eppure, è proprio quell’esserino, che vi porterà nel mondo di cui oggi voglio parlarvi.

Inizia proprio così l’avventura dei nostri protagonisti su Ekhö, un Mondo Specchio parallelo al nostro, un po’ particolare ed eccentrico dove i mezzi di trasporto non sono macchine, ma draghi e l’equilibrio del mondo sembra essere in mano a dolci creature chiamate Preshaun.
Quindi, un po’ per caso o per destino, una affascinante e prosperosa ragazza di nome Formicola Grattuglia (che nome originale!) si ritrova insieme ad un ricercatore quasi quarantenne, Yuri Podrov, in una città pittoresca e fantasiosa, cercando di far luce sul proprio passato, mettendo un po’ in ordine anche il presente senza pensare troppo al futuro. In un mondo dove le stranezze sono all’ordine del giorno, Formicola e Yuri dovranno fare i conti con la burocrazia locale, senza risultare troppo degli “Estranei” e finire in guai seri. Una idea originale, ironica, e un po’ magica, quella di Alessandro Barbucci e Christophe Arleston, che hanno avuto modo di lavorare insieme creando un volume davvero ricco di elementi. I disegni del bravissimo – e da me amatissimo – Barbucci, riempiono di dettagli le tavole, arricchendo in modo celestiale non solo i personaggi ma anche gli sfondi di questo magnifico mondo; affidati ad un tratto affatto realistico ma vagamente cartoonato, aiutano il lettore a calarsi del tutto in questo mondo nuovo.

Con una serie di intriganti misteri e divertenti vicissitudini, Arleston scrive una storia appassionante, sbizzarrendosi con personaggi ben caratterizzati: spogliarelliste che si sballano con saliva allucinogena di rospi; poliziotti farseschi; burocrati che impazziscono per il tè e così via. I testi si legano ai personaggi, senza snaturarne il comportamento ma accentuando proprio lo stile di vita e di pensiero, corrispondendo quasi perfettamente con i disegni di Barbucci, il quale riesce a rappresentare con bravura mozzafiato la voluttuosità maliziosa di Formicola e delle procaci stripper ed è capace di evocare un lieve, delicato erotismo che contribuisce a rendere ulteriormente interessante il libro.
A dare maggiore spinta e spessore a questa graphic novel, sono i colori di Nolwenn Lebreton, che riescono ad esprimere in tutto e per tutto l’anima del mondo, in un corretto bilanciamento tra colori scuri e chiari, esaltati dalla scelta di una carta lucida. La colorazione si lega perfettamente al tratto di Barbucci, diventando parte integrante del cuore di quest’opera!
Il volume Ekhö-Mondo Specchio New York/Parigi – edito in italia da Bao Publishing – racchiude due avventure che vedono i nostri protagonisti impegnati a cercare di ambientarsi e sopravvivere prima a New York e poi a Parigi in una serie di frizzanti e rocambolesche avventure. Il tutto viene presentato egregiamente grazie ad un cartonato elegante che si presenta benissimo in qualsiasi libreria. Il volume conclude entrambe le storie, e si potrà leggere singolarmente, anche se io infondo spererei in un prossimo e imminente seguito!

Ekhö-Mondo Specchio (New York/Parigi)
Arleston & Barbucci
Bao Publishing
101 pagine
17 euro

Gen 18, 2015 - Graphic novels    No Comments

Favia, Bufi; Il Settimo Splendore

Quanti anni ci vogliono per dimenticare del tutto una persona?”

L’incontro con “Il Settimo Splendore” è stato del tutto casuale. Ero in libreria, quando ad un certo punto ci siamo guardati ed è stato come un colpo di fulmine. Mi sono detta: “Perché no?” e me lo sono portato via. Così ho iniziato la mia relazione con questo volume, che si è andata a solidificarsi man mano che ho proseguito con la lettura. Perché leggere “Il Settimo Splendore” è come entrare in una relazione e ricoprirsi di emozioni, verità, sentimenti e modi di vivere. Così ho scoperto Modì e la sua Parigi piena di ricordi e rimpianti, ma anche di amore, nuove scoperte
e avventure.
Tornato a Parigi per la prima volta senza la madre, Modì cerca di comprendere il senso della sua scomparsa. Vi trova un luogo nuovo, meno familiare, meno accogliente. Forse però è lui che non si sente veramente a casa in nessun luogo, ormai. Ma non si da per vinto, desideroso di andare fino in fondo, di scoprire la verità sul suo passato e di trovare – finalmente – un punto fisso nella sua vita, Modì si lancia a capofitto nelle proprie emozioni, inciampando ancora una volta negli stessi errori ma sfiorando persone diverse alla ricerca della strada giusta da intraprendere.
Creato da L. Favia e E. Bufi, edito da Bao Publishing, Il Settimo Splendore è un volume ricco di emozioni incontrollabili, instabili ma drammaticamente forti, come la vita di ogni persona. L’abilità del disegnatore di rafforzare questi sentimenti e di buttarli su carta attraverso personaggi tridimensionali e privi di qualsiasi pregiudizio ti fanno impattare con una realtà forte, simile alla tua, nella quale potrai trovarci, infondo, anche un pezzo della tua vita.
A rafforzare i messaggi emotivi del volume nonché la vita stessa dei protagonisti, sono i colori, che danno man forte alla sceneggiatura in una alternanza di sfumature fredde e calde.
Il settimo splendore è una storia che parla di ricordi, sofferenza, abbandono, sacrificio, senza mai essere superficiale. Un graphic novel volutamente intimo che non ha la pretesa di spiegare i dubbi, le paure o il dolore dei protagonisti, ma piuttosto di darne un’interpretazione soggettiva e profonda. 
Si conferma quindi un volume ricco che sarà in grado di stupirti per la sua semplicità con la quale riesce a tirare fuori il meglio di noi, attraverso i personaggi, compresi anche i secondari che non vengono messi da parte ma ricoprono un ruolo chiave nel percorso del protagonista. Dopotutto, c’è sempre qualcuno li fuori nel mondo, che è in grado di tirare fuori il meglio di noi.  Il resto viene tutto da se, proprio come la storia di Modì.

“A volte il sacrificio è lasciare andare qualcuno. Altre, solo continuare a combattere. Non esiste alcun destino, fino a quando non ci arrendiamo.”

Il Settimo Splendore
Favia & Bufi
Bao Publishing
124 pagine
15 euro

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